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Fermi a Roma 24 milioni di euro destinati ai patti territoriali torinesi 11 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Provincia di Torino.
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Sono fermi a Roma 18 milioni di euro dei Patti territoriali per la Provincia di Torino, e altri 6 milioni per la sola zona Torino ovest. Lo ha dichiarato oggi Marco D’Acri, presidente della Commissione Lavoro e Attività produttive alla Provincia di torino, che oggi a palazzo Cisterna ha discusso sui tempi e i modi per ottenere che Roma stanzi quei fondi già destinati agli enti locali piemontesi. “I soldi si trovano ancora a Roma perché la gestione dei fondi per i patti di stabilità è locale, ma le risorse rimangono governative”.

Nei giorni scorsi l’assessore al Lavoro, Ida Vana, è stata a Roma per chiedere lo sblocco delle procedure e l’assegnazione dei fondi direttamente a livello locale. “Si tratta di soldi ‘risparmiati’ nella rendicontazione dei finanziamenti o per rinunce degli aventi diritto – spiega D’Acri – Quei soldi, oggi, si trasformerebbero in risorse importanti per il territorio e diventa urgente per noi ricevere quanto prima indicazioni su come gestire quest’ultima coda si risorse che sono state consistenti negli anni passati garantendo numerosi posti di lavoro”.

Purtroppo oggi il meccanismo dei Patti territoriali affronta una situazione di stallo. “Oltre al blocco degli attuali fondi a disposizione, l’altro impasse è relativo alla formulazione stessa dei patti – aggiunge D’Acri – positivi nei momenti di crescita, diventano impraticabili in momenti di stallo economico come quello attuale”. Utilissimi per appoggiare progetti delle grandi imprese che hanno già a disposizione capitale proprio o finanziamenti in corso, diventano difficili da gestire quando tali progetti di investimento non ci sono. Oggi che l’economia va male questi patti stanno soffrendo, mentre occorrerebbe rivolgere l’attenzione alle piccole e medie imprese che più di tutte hanno bisogno del sostegno pubblico per uscire dalla crisi”.

I Patti territoriali, nati negli anni ’90, sono accordi tra enti locali e comuni per gestione e programmazione economica per dare nuova forza al territorio e il controllo delle agevolazioni alle imprese. Hanno garantito la programmazione degli investimenti economici da parte del territorio, con un ruolo chiave quando si è discusso di sviluppo locale. I tempi, però, sono cambiati ed occorrono nuove forme per il rilancio della produttività locale.

“Favorire chi ha rispettato le regole e riaffermare la legalità in tutti i settori” 10 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Senza Categoria.
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“L’assegnazione originaria delle quote latte si è trasformata in un assurdo sistema di licenze e rendita, passando da metodo di regolazione della produzione a uno dei peccati originali del sistema delle quote latte”, è l’osservazione di Marco D’Acri, consigliere di Italia dei valori alla provincia di torino e presidente della commissione Lavoro e Attività produttive, che nelle scorse settimane ha incontrato allevatori e coltivatori locali per discutere la posizione da assumere nei confronti della sanatoria statale per chi non ha rispettato le quote latte.

“Sarebbe però assurdo punire (come fa invece il provvedimento governativo) coloro che, pur non condividendo l’attuale sistema che regolamenta la produzione del latte, hanno comunque rispettato la legge che lo regolamenta”, fa notare D’Acri. “Porre uno ‘scudo latte’ che favorisce chi non ha rispettato i limiti stabiliti da un patto internazionale si trasforma quindi in un affronto intollerabile, per le istituzioni che governano il sistema e per chi si impegna a rispettare le regole”.

Le rappresentanze di agricoltori e allevatori, durante gli incontri che si sono svolti in provincia, si sono espressi in modo stanzialmente univoco nel corso delle audizioni a loro riservate: “Futuri aumenti delle quote latte ma rispetto della legge, con uno riconoscimento a chi ha fatto sacrifici e pagato il dovuto piuttosto che a chi ha infranto categoricamente le regole” ribadisce D’Acri. “L’ordine del giorno di oggi, discusso nel limite dei tempi necessari per portare in Parlamento anche la posizione della Provincia di Torino sul decreto legge in via di approvazione definitiva, vuole sostenere un settore in difficoltà ma ha anche lo scopo di riaffermare il principio di legalità”.

“Grugliasco deve far parte del sistema integrato di trasporto locale, con o senza Trenitalia” 10 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Senza Categoria.
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vivalto1La nuova fermata ferroviaria nel comune di Grugliasco continua a rientrare nelle ipotesi di adeguamento del servizio di trasporto pubblico locale. “Un’ipotesi che sembra destina a rimanere su carta, perché Trenitalia ha condizionato l’avvio del nuovo servizio potenziato a una variazione delle modalità di calcolo del contributo pubblico che ne avrebbe quasi triplicato i costi”, ha osservato Marco D’Acri, consigliere di Italia dei valori alla Provincia di Torino e primo firmatario del question time sulla situazione della nuova stazione ferroviaria di Grugliasco assieme alla consigliera del Pd Angela Massaglia. “In realtà Trenitalia si rifiuta di comunicare quanto costerebbe aggiungere una fermata all’attuale percorso della Torino – Modane in termini di spesa viva, che sarebbe in ogni caso compensata dall’aumento dei passeggeri che oggi utilizzano quella linea ferroviaria”. 

“A fronte di un investimento di oltre un milione di euro di soldi pubblici, la nuova stazione ferroviaria rischia al momento di rimanere inutilizzata e un domani addirittura sotto utilizzata”, denuncia D’Acri. Nel protocollo e nell’ipotesi, da noi caldeggiata, dell’orario cadenzato, Grugliasco sarebbe dovuta entrare nel sistema integrato di trasporti metropolitani. Oggi, invece, l’alternativa di alcuni treni al giorno sarebbe senza dubbio meglio di niente, ma non può che essere provvisoria. La scarsa frequenza dei passaggi indurrebbe infatti gli studenti a preferire, come oggi, l’utilizzo dell’autobus che dall’università li conduce alla stazione della metropolitana a Collegno piuttosto che ad attendere un treno destinato a non fermarsi”. 

Nell’ipotesi caldeggiata da D’Acri l’obiettivo deve essere, e sarà, una rete metropolitana su ferrovia con orari costanti e un percorso “a rete”, da Alpignano a Settimo, da Caselle a Orbassano. “Se Trenitalia si dichiara contraria a tale ipotesi, come ha fatto oggi con la nuova stazione di Grugliasco, vorrà dire che passeremo a gestori diversi come la stessa Gtt che già gestisce egregiamente gli autobus e la metropolitana cittadina”. 

Basta con la mercificazione del territorio 5 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Economia, Politica, Provincia di Torino.
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Provincia di Torino

Al tavolo della Provincia di Torino è stato discusso oggi il nuovo Ptc (Piano territoriale coordinato), che pianifica anche gli insediamenti produttivi, industriali e commerciali da realizzare o rafforzare nei prossimi 5 anni sul territorio provinciale alla luce delle trasformazioni socioeconomiche. L’obiettivo è di dire basta alla deregolamentazione assoluta dei piani di insediamento, bloccare la desertificazione commerciale di alcune aree provinciali e, potenziare le specificità industriali delle diverse aree.

Il nostro appello è rivolto ai sindaci, perché smettano di mercificare il territorio di loro competenza e utilizzarlo come esclusivo strumento di guadagno. La Provincia dovrebbe avere maggiore voce in capitolo sul coordinamento degli insediamenti che si sviluppano o vengono abbandonati sul suo territorio.

Con il Piano territoriale coordinato la Provincia di Torino getta le basi della ripresa 4 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Economia, Politica, Provincia di Torino.
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produzione

A dieci anni dall’elaborazione del primo Ptc (il Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Torino con i Comuni e le Comunità montane dell’area) , giovedì 5 novembre alle 15.30 in via Maria Vittoria 12 si discute di aggiornamento e adeguamento del piano territoriale alla luce della trasformazione paesistica e socioeconomica accorsa nelle diverse zone in cui è articolata la provincia di Torino.

“Il Ptc è il binario strategico della Commissione Lavoro e Attività produttive. Da un lato, infatti, la Provincia di Torino presta attenzione alla crisi che il territorio affronta in questo momento e cerca le soluzioni per sostenere lavoratori e imprese. Dall’altro lato guarda al futuro e, con il Ptc2, getta le basi della futura ripresa.

Grugliasco: le FS hanno disatteso il protocollo d’intesa per la nuova stazione ferroviaria. 4 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Grugliasco, Le mie urla, Politica, Provincia di Torino.
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stazione di Grugliasco

Nel protocollo d’intesa tra il Comune di Grugliasco e l’Agenzia per la mobilità, datato 22 luglio 2002, la Regione Piemonte si impegnava a “garantire l’inserimento della fermata di Grugliasco nell’ambito del Servizio Ferroviario metropolitano”, la Provincia di Torino “a garantire un servizio di trasporto pubblico locale per l’interscambio con la fermata ferroviaria, il Comune di Grugliasco a “realizzare la fermata ferroviaria secondo le tempistiche concordate” e la Rete ferroviaria italiana a rendere attiva e utile quella stessa fermata ferroviaria. Dei quattro enti coinvolti nel protocollo d’Intesa, a otto anni di distanza soltanto il Comune di Grugliasco ha però rispettato i termini dell’accordo.

La fermata di Grugliasco sulla linea Torino-Modane è pronta e attende ancora di essere inaugurata. Ho protocollato oggi in Provincia un quesito d’urgenza per chiedere che qualcuno intervenga a sollecitare l’applicazione di un protocollo che avrebbe dovuto favorire la mobilità dei cittadini di Grugliasco e si è invece trasformato in un investimento di fondi pubblici di cui nessuno può beneficiare.

Le aziende non lucrino ai danni dei lavoratori 3 Novembre 2009

Posted by marcodacri in Diritti Umani, Economia, Le mie urla, Provincia di Torino.
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TorinoAirportLa messa in mobilità di 24 dipendenti dell’Aviapartner che svolgono il servizio di terra presso l’aeroporto di caselle ha bloccato per due giorni lo scalo torinese. Nella serata di martedì 3novembre è stato raggiunto un accordo in prefettura tra l’azienda e i sindacati: la mobilità è stata convertita in cassa integrazione, ma il futuro lavorativo di troppe persone rimane in bilico. Per lo scalo torinese si può parlare di crisi fino a un certo punto, ed è stata giusta la decisione di non licenziare nessuno.

Bisogna combattere la tendenza di certe società a licenziare i propri dipendenti per terziarizzare una funzione dell’aeroporto a cooperative, che affrontano costi di gestione molto più bassi ma forniscono minori garanzie ai lavoratori e nella maggior parte dei casi un servizio di livello inferiore. Il fine ultimo, e deplorevole, è di lucrare il più possibile sul servizio offerto. Non è pensabile che le istituzioni intervengono con la mano pubblica a sostenere certe realtà economiche locali perché ritenute risorsa del territorio e dei privati non diano conto dell’utilizzo che fanno di quello stesso denaro.

Dati alla mano, la riduzione del personale di terra non è giustificata da una reale diminuzione del traffico di passeggeri in transito all’aeroporto di Caselle. Propenderei piuttosto per il pugno di ferro degli enti pubblici verso le aziende che usufruiscono dei finanziamenti. Le istituzioni devono mettere subito in chiaro che, quando si impegnano a finanziare e sostenere il potenziamento di un nodo nevralgico, l’interlocutore privato chiamato a realizzare il progetto deve rispettare le regole del gioco: il licenziamento è lecito soltanto in casi gravi, quando la situazione economica diventa critica (in quei casi siamo vicino alle aziende per ricollocare i dipendenti e risollevare l’azienda). Quando la riduzione di personale si trasforma soltanto nell’escamotage per un extra lucro non permetteremo che la forza lavoro umana venga utilizzata come calcolo sulla carta.

Patti chiari e amicizia lunga. Laddove gli enti pubblici offrono un contributo economico per il rafforzamento di una realtà locale (che sia cultura, istruzione o lavoro) vogliamo che ci sia un riscontro reale per il territorio.

Sostenere chi non ha reti di protezione, un dovere pubblico 29 Ottobre 2009

Posted by marcodacri in Economia, Le mie urla, Politica, Provincia di Torino.
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Dare voce e raccontare le storie dei lavoratori, delle lavoratrici, dei precari, delle precarie, di chi ha perso il lavoro, di chi lo cerca, di chi è in cassa integrazione, di chi fatica a vivere con un salario o una pensione il cui valore non è più adeguato al costo della vita. Sono le ragioni che hanno animato la manifestazione organizzata dalla Cgil a piazza San Carlo, a Torino. Si tratta di un’importante iniziativa per dare voce al Paese reale al quale tutte le Istituzioni debbono guardare. Come presidente della commissione lavoro e attività produttive alla provincia di Torino ne ho avuto coscienza e sono stato fisicamente e moralmente vicino alle persone che manifestavano in piazza.

Purtroppo in un solo anno la cassa integrazione nella nostra Provincia è cresciuta dell’800%. Il dato è indice della profonda crisi che il territorio torinese attraversa, ed a cui si sommano quelle forme di precariato, lavoro parasubordinato o di celata dipendenza in cui è inquadrata lavorativamente la maggior parte dei giovani lavoratori che oggi affronta in prima linea, sulla propria pelle, la crisi economica.  Le persone scese in piazza hanno venti, trenta e anche quarant’anni, per lo più diplomati e laureati. Loro, purtroppo, non rientrano nelle statistiche più diffuse, e non godono di tutele né di ammortizzatori sociali. E’ invece a loro che bisognerebbe guardare oggi, per costruire insieme un domani più solido per tutti.

Ecco che, allora, entra in scena la Provincia di Torino. Il ruolo della Provincia è cruciale in situazioni del genere: come negli anni passati l’impegno, in collaborazione coi comuni, va nella direzione degli aiuti a tutti coloro che non riescono ad accedere a reti di sostegno al reddito strutturali. In questo senso va accolta con soddisfazione anche la misura della Regione Piemonte che sostiene con 3mila euro chi ha perso il lavoro e non ha ammortizzatori. Tale iniziativa non può dirsi sufficiente a risolvere il problema, ma dimostra la presenza e l’efficienza degli enti locali piemontesi rispetto all’assenza del Governo.

Una riflessione merita di essere fatta anche sulla condizione del lavoro oggi. Tra i precari che anelano al “posto fisso” per dare una parvenza di stabilità alla propria esistenza e gli imprenditori che preferiscono non avere troppi vincoli e zavorre che li legano ai dipendenti, il ruolo di chi si spende a favore dell’equilibrio sociale è delicato. “La flessibilità è un fattore dei nostri tempi –osserva D’Acri -, dei rapidi cambiamenti nei prodotti e nelle tecnologie, della velocità di sostituzione delle attività produttive, ma nel nostro Paese si è applicato un precariato selvaggio, applicato senza un buon sistema di regole e controlli. Le teorie economiche non possono non tenere in conto la disperazione di ragazzi e ragazze che, pur bravi, volenterosi, capaci, vengono sacrificati sull’altare dell’incentivo in caso di nuove assunzioni a termine, senza contare i devastanti effetti sulla qualità della produzione e sui livelli di consumo interno.  Merito della Cgil sottolineare tutto questo con un’importante iniziativa, impegno anche della Provincia quello di studiare soluzioni per alleggerire la situazione di chi ogni giorno convive con tale situazione di precario equilibrio”.

Qualità e tracciabilità dei prodotti che finiscono sulle tavole piemontesi 28 Ottobre 2009

Posted by marcodacri in Economia, Provincia di Torino.
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quote latte

Soltanto lo scorso anno sono stati 305 gli allevamenti piemontesi che hanno dovuto cessare la loro attività a causa della crisi. L’audizione di allevatori e produttori sulla questione delle quote latte, alla Provincia di Torino, ha impegnato per tutto il giorno la commissione Lavoro e Attività Produttive. La protesta di buona parte degli allevatori contro il decreto legge sulle quote latte in via di approvazione in Parlamento è giustificata e condivisa dalla Provincia di Torino, che nei prossimi giorni esprimerà la propria posizione prima del dibattito parlamentare. Nel frattempo, però, sono allo studio strategie per il rilancio della produzione locale ed è su questo che invito allevatori e produttori a concentrare la loro attenzione.

Al di là delle proteste di chi non condivide il senso di una “sanatoria”  che prevede una tassazione del 5% per chi quest’anno ha sforato il limite di quote latte concordate e previste dall’Unione europea e del 10% per il prossimo anno, come Provincia di Torino abbiamo intenzione di impegnarci con nuove strategie per il rilancio di questo settore produttivo importante per il territorio. Per fortuna non si tratta di un lavoro impossibile, perché nonostante la crisi i piemontesi hanno dimostrato di preferire i prodotti locali e la qualità dei cibi che mangiano.

Sotto l’egida della commissione Lavoro e Attività produttive, “cercheremo dallora di promuovere da un lato la tracciabilità dei prodotti, perchè il consumatore finale abbia ben chiaro da dove viene il latte con cui si prepara una mozzarella che di italiano ha ormai soltanto il nome. Dall’altro la produzione del latte piemontese e dei derivati deve ricevere una premialità in termini di promozione dei prodotti del nostro territorio: la gente deve essere sicura e cosciente di ciò che porta sulla propria tavola, con in più la soddisfazione di aver dato una mano all’economia locale.

L’accesso alle assemblee elettive è un diritto di tutti 20 Ottobre 2009

Posted by marcodacri in Politica, Provincia di Torino, Tecnologia.
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Informare in tempo reale i cittadini e rendere facile l’accesso all’informazione e ai lavori di gestione della cosa pubblica anche a chi, per motivi fisici o di tempo, non può assistere alle sedute del consiglio provinciale. Sono le ragioni che animano la mozione di Italia dei valori, discussa oggi in consiglio provinciale. Si tratta di un passo importante a favore della democrazia, reso oggi possibile ed economico dallo sviluppo delle nuove tecnologie, perché l’accesso alle assemblee elettive è un diritto del cittadino e abbiamo il dovere di renderle facilmente fruibili.

La diretta streaming delle sedute del consiglio permetterà all’amministrazione provinciale di avvicinarsi ai cittadini nella fornitura di servizi e informazione, dimostrando l’importanza nevralgica di questo ente pubblico.

L’invito  è che l’amministrazione provinciale si adoperi per garantire la pubblica diffusione e archiviazione delle immagini e dell’audio delle proprie sedute, oltre che trasmetterle in diretta streaming sul sito istituzionale in modo da permettere ai cittadini di seguirle da casa come accade per altri enti pubblici della penisola.