The day after 17 Aprile 2008
Posted by marcodacri in Politica.trackback
Ricomincio a scrivere su questo blog, diario della maturità, dopo una lunga pausa che da Pasqua ad oggi mi ha visto impegnato per una campagna elettorale i cui esiti non sono proprio quelli che avevo sperato. Stranamente lo faccio da un aeroporto, in partenza per Bruxelles. Stranamente perché l’aeroporto è Malpensa, argomento dell’ultimo post, e perché parto per l’estero, quasi a suggellare un pensiero che da lunedì mi batte in testa. Parto da questa cattedrale nel deserto, che qualcuno ha detto facile da raggiungere da Torino. Mah…volo alle ore 10. Check-in alle 8-8.30. Primo autobus da Torino alle 7 con arrivo a Malpensa alle 9. Allora treno delle 5 per Novara, autobus Novara Malpensa alle 630. Arrivo alle 730. Pronto al check-in. Peccato che Alitalia annuncia un’ora e un quarto di ritardo. Oltre alle mie tasse regalo ad Alitalia anche le ore del mio sonno. Decido che debbo guardare al lato positivo delle cose. Apro il portatile, cerco una rete per sbrigare il lavoro di ufficio arretrato. Niente Internet, se non a pagamento per 24 ore. Ne userei 2. Per principio rifiuto (e mi appunto la necessità di sperimentare a Grugliasco luoghi di navigazione Internet gratuita). Giro allora per i negozi di questo non luogo che vive in un silenzio irreale e che celebra il proprio commiato economico con rispettoso raccoglimento. Negozi vuoti e imbarchi spenti. Rari passeggeri e rarissimi annunci. Io e i miei compagni di attesa ci guardiamo intorno spaesati. Ricordo quando mi trovai con Diana a San Pietro alle 19 di una giornata invernale. Spogliata degli aspetti spirituali la sensazione è la stessa. Penso alle cattedrali nel deserto. Penso allo Stadio delle Alpi. Penso alla stazione di Roma Ostiense. Penso al mio collega in Comune, Sardano, che fa della Malpensa una battaglia per il Nord. Penso a chi costruisce per costruire. E comprendo chi non condivido, comprendo chi vede nella TAV uno spreco. Come non pensarlo dopo una tale sfilza esemplare di imprese fallimentari? La mia mente torna alla Politica. Dolce e amaro. Non nego la soddisfazione di vedere una certa coscienza crescere. Vedo Italia dei Valori con i suoi principi sempre più condivisi. Vedo ragazzi e ragazze per l’antimafia, la concorrenza, il merito, la trasparenza. Leggo messaggi e telefonate di amici e amiche, conoscenti ed ex-colleghi, compagni di classe e parenti. Mi scrivono di aver votato IDV per la mia presenza nella lista elettorale, nonostante la legge elettorale. Mi commuovono le loro parole e vorrei che tutti loro, persone per bene, prendessero in mano questa Italia e la rivoltassero da capo a fondo. Sento la responsabilità della loro fiducia. Non mi porterà a Roma ma mi dà la convinzione di essere su un sentiero faticoso ma corretto. A Grugliasco, dove sono Consigliere, IDV fa il 7,5 per cento, un record mai raggiunto. Sento che un po’ è merito del lavoro mio e di quel manipolo di idealisti che vuole cambiare la Politica dal basso, Franck, Gabri, Vale, Pino1, Pino2, Marinella. E dei miei genitori che vogliono così bene a me e a Tonino Di Pietro da considerarsi ormai una squadra unica con lui. Credo siano in pochi a leggere questo blog ma voglio ringraziare tutti per la fiducia, non avete idea che spinta che ci avete dato, grazie!!!
Dall’altra l’amaro. L’amaro più grande. La vittoria di Berlusconi, vittoria che rispetto ma che penso ritardi un cambiamento che non possiamo più attendere. Ne sono quasi certo. A meno che il neo Presidente, nella sua anzianità, venga colto da quell’istinto riformista che gli è mancato negli anni scorsi. A meno che non voglia rompere un sistema di monopoli e rendite di cui è stato finora garante. A meno che deciderà che l’Italia deve essere parte di un’Europa che innova e cresce. A meno che non capirà che il ricambio generazionale non è più rinviabile. A meno che la smetta con gli incentivi per i decoder Mediaset e si decida a premiare imprese giovani che reggono la competizione internazionale. A meno che non decida di lasciare al mercato le decisioni su Alitalia e su questo incredibile aeroporto. A meno che non decida che i costi della politica si abbattono snellendo lo Stato. Vedremo se da conservatore diverrà liberale. Chissà. Al momento resta il monito di Montanelli e Sylos-Labini. Avevamo bisogno degli anticorpi. Forse non bastano. E’ arrivata una recidiva coltivata ben bene con indulti e colpi di Mastella. Vedremo alla prova dei fatti.
Mentre penso al governo di fronte a me si sono seduti due ragazzi. Mi piace pensare che a loro le elezioni non interessino, mi piace pensare che con coraggio affrontino le sfide del lavoro e di una famiglia di cui sono responsabili. Penso a Diana e alle ore che ci siamo negati. Voglia di strappare il biglietto del ritorno. Di partire a cercar fortuna, novello emigrante. Finisco i miei pensieri in libertà. Tornerò domenica. Proverò a fare del mio meglio. Il resto non è nel mio controllo. Fare del proprio meglio è già il massimo. E spesso ti dà delle grandi soddisfazioni. 7,5 per cento. 2000 persone. Grazie, grazie davvero.
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