Scusaci Anna… 18 Aprile 2008
Posted by marcodacri in Senza Categoria.trackback
Dolce Anna, scusaci perché é fatto così. Davvero, non capisce. Nessun peso ai gesti e alle parole. Siamo al bar, dove l’alcol lascia libero ogni istinto. Che vuoi farci? Nel paese dell’opera offriamo il Bagaglino a quell’uomo potente con cui essere deboli. Sono gli affari, vendiamo aerei e compriamo gas. Scusaci, è fatto così, è un vecchio con dei problemi. Lo so, quel gesto a mimare un fucile alla prima domanda scomoda, ti sembra troppo. Lo so che un’arma è l’ultima immagine della tua vita terrena. Lo so che quell’arma ti ha tolto la voce perché davi fastidio. Lo so che proprio le tue domande scomode erano incompatibili con quel regime. Dolce Anna, devi capire, i morti non parlano e noi non abbiamo memoria. Scusaci dolce Anna, il tuo coraggio pagato con la morte. Il tuo coraggio nel raccontare una Russia che non ti apparteneva, che non ti rappresentava. La Russia della mafia e della dittatura. Un coraggio mantenuto fino all’estremo sacrificio. E’ che qui non ci siamo abituati. Il giornalismo non è il potere di controllo che tu hai esercitato. Da noi il giornalismo è la cassa di amplificazione del potere. E poi lui dice che è ironia. Lo so, la stessa ironia che non accetta da chi gli è contro. Ma lui è il goffo saltimbanco della piola, quello che non porti alla cena di gala. Solo con i pieni poteri. Così, quando siamo in consessi internazionali, quei gesti, quelle parole, gelano il sangue. Ma lui ha il potere e non legge quanto hai scritto. Il potere rispetta il potere, non i morti. Tu sei morta e lui non leggerà il tuo “La Russia di Putin”. Tanto chi lo elegge non lo ha letto. E ride di questo mimo. Scusaci Anna ma non bisogna disturbare il manovratore. Lo Stato è lui. Stop. Io ti chiedo scusa Anna, ma non basta. “La fredda terra avvolge le tue spoglie mortali”. E su quella terra si balla e si ride. Pensavi mica che proprio lui parlasse di libertà di informazione con l’amico Vladimir? Come? Lo credevi? Perché siamo un Paese dell’Unione Europea…che deve dare l’esempio… guarda Anna, lascia stare. Dolce Anna, scusa, l’Italia che non è quel che sembra. Scusaci Anna, le tue idee cammineranno sulle nostre gambe, ce la metteremo tutta anche se oggi sembra così difficile. Riposa in pace.
..Caro Marco, ..io ringrazio te dell’articolo.. ..hai lasciato un prezioso ricordo su una persona preziosa, le hai dimostrato ammirazione e rispetto, “” ..non dovrebbe che essere soltanto così.. “” ..parole amorose che mi hanno commosso, ..Anna, quattro lettere .. spezzate per far posto alla morte, lei che tanto si è battuta per la vita, ..è pazzesco e vergognoso…. grazie Marco, hai accarezzato un poco il suo viso e l’hai fatto anche per noi, ( ..altro.. : i DUE..non li voglio neppure considerare.. ) .. ..un abbraccio Umberto
I miei occhi sono di nuovo lucidi,non per vergogna stavolta.Ho letto l’articolo,ho guardato le foto……di Anna naturalmente,sono quelle che mi hanno emozionato.Il volto chiaro di una donna forte.
Spero solo di non dovermi vergognare ancora nel futuro prossimo.
Le chiedo scusa anche io
Caro Marco, e se spedissimo tutti i leghisti assieme al silviaccio in Germania a “godere” del rigore tedesco e noi ci prendessimo tutte le Astrid del caso?
Sono assolutamente indignato per il gesto vergognoso del nostro (ahimè) futuro premier. Ma ai suoi elettori interessano di più le notevoli terga della Yespica..altro che giornalismo.