Viaggio a Maastricht - parte 2 18 Aprile 2008
Posted by marcodacri in Europa.trackback
Un piccolo resoconto di una giornata olandese. Parto da qualcosa di scontato cosí mi tolgo il pensiero e non ne parlo piú. É vero, anche se parli di Economia dell’Ambiente, gli studenti stranieri ti chiedono subito perché abbia vinto Berlusconi, loro continuano a non capirlo, figurati se riesco a spiegarglielo io. Parlano delle sue televisioni, della separazione dei poteri. Io ormai la sento come un’arma spuntata da noi, spiego loro che le Costituzioni vanno sentite, altrimenti esisterá una Costuituzione formale, scritta, e una materiale, realizzata nei fatti. Insisto dicendo che la scommessa é far vivere le istituzioni e le carte costituzionali, non promulgarle. In questo momento suppongo in Italia una discreta difficoltá nell’applicazione. Proseguono, chiudo la discussione riportando al tema. Esco dall’aula e trovo “European Voice”, giornale della zona. In prima pagina la vittoria di Berlusconi e barzellette sull’Italia. Non lo prendo neanche, proseguo. Dovremo abituarci. Soffro tra la voglia di distruggere l’arroganza straniera di vederci inferiori e la coscienza intima di essere un Paese senza cultura politica. Chiudo, vado ad assistere all’intervento di un ragazzo che conosco. Come me, anche lui in ottobre Youth Delegate presso l’Assemblea Generale ONU. Parla di Politiche Giovanili e credo che stiamo perdendo l’obiettivo. Parliamo di giovani come se fossero tutti universitari e membri di associazioni. In europa solo il 20 per cento dei giovani sotto i 25 anni fa parte di un’associazione. Dovremmo affrontare i problemi di chi non ha voce, anche nei nostri Paesi, invece questi ruoli rischiano di essere soddisfazioni solo personali e per molti un titolo di cui fregiarsi. Ripartire dal basso. Punto fisso. Nel processo di selezione per il prossimo anno mi piacerebbe che emergesse qualcuno, anche meno preparato nelle Organizzazioni Itnernazionali, ma pienamente rappresentativo delle difficoltá della gioventú di oggi. E nelle nostre Cittá dobbiamo rispondere anche a chi non ci chiede nulla, questa é la scommessa. Ci penseró al ritorno.
Maastricht mi regala un’altra giornata di sole e mentre passeggio penso a 65 anni fa. Queste vie sembrano quelle del film “Salvate il soldato Ryan”. Le case, le strade, i tetti. Li ricordo nei film accanto alle macerie. Questi ponti mi ricordano gli assedi. Mi ricordano gli scontri tra nazisti e francesi. Bello pensare che solo 65 anni dopo sorga qui un’Universitá alla quale ho avuto l’onore di essere invitato, che permette a studenti di tutta Europa di crescere insieme. Libri al posto di fucili. Maastricht é simbolo dell’Europa, sorge tra confini di Paesi in guerra per secoli. Oggi i ponti sono in ordine e l’Europa una realtá neanche cosí scontata. Mi sento europeo e vorrei valorizzare la mia delega a Grugliasco, proprio sulla cittadinanza europea. Ci proveró con un’associazione universitaria il prossimo 9 maggio. Sará dura, parli da noi di Europa e tutti pensano all’Euro confondendolo con l’inflazione, pensano alle regole delle zucchine, pensano alle quote latte, pensano a quello che Borghezio e Bossi raccontano loro. Promozione della cittadinanza europea, forse significa riportare a casa quest’aria che sa di pace. E contrapporla al pregiudizio e alla chiamata alle armi.
Mentre sono distratto incrocio una studentessa. Mi chiede se sia io il delegato italiano, e me lo chiede in italiano. Rispondo chiedendo a mia volta la sua cittá di origine. Sorpresa, non é italiana ma tedesca, studia italiano e a mio parere l’ha studiato anche molto bene. Chiacchieriamo e mi racconta dell’arte italiana, della cultura, dell’architettura, della varietá del territorio, delle montagne e del mare. Mi rivela un suo sogno, vivere in Italia. Sorrido. Comprendo che lamentandoci spesso non cogliamo le nostre fortune. L’Italia e la sua storia ci sono state affidate, dobbiamo impegnarci tutti per curarle e tramandarle. Guarda se deve essere una che si chiama Astrid a farmi amare il mio Paese.
Commenti»
No comments yet — be the first.